Dati sanitari, AI e fiducia: il vero valore è nella governance

L'AI sta trasformando il modo in cui i dati sanitari e le informazioni personali vengono utilizzati nel settore assicurativo e della sanità integrativa. Oggi è infatti possibile grazie all’AI migliorare lo sviluppo di programmi di prevenzione personalizzati, il monitoraggio dei fattori di rischio e l'efficacia dei servizi offerti agli assistiti.

Però, il tema non è soltanto tecnologico. I dati del Global AI Monitor di Ipsos Doxa, richiamati in un recente articolo pubblicato da Milano Finanza il 9 luglio 2026, evidenziano come molti cittadini guardino con cautela all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nelle decisioni che riguardano la salute e le coperture assicurative. Il 62% degli intervistati, infatti, si dichiara preoccupato per il fatto che le imprese utilizzano l'AI per prendere decisioni che li riguardano direttamente.

La sfida è: conciliare personalizzazione e mutualità. Se da un lato l'analisi dei dati consente valutazioni più accurate e interventi preventivi più efficaci, dall'altro un'eccessiva segmentazione del rischio potrebbe mettere in discussione il principio solidaristico che caratterizza da sempre il mondo assicurativo e la sanità integrativa.

Un elemento particolarmente significativo riguarda la fiducia. Il 61% degli italiani dichiara infatti di fidarsi delle modalità con cui le aziende gestiscono i propri dati personali, un valore superiore alla media registrata a livello mondiale (47%) e in crescita rispetto al 54% rilevato in Italia nel 2025. Questo dato conferma che il valore dei dati sanitari non dipende soltanto dalla loro disponibilità, ma soprattutto dalla capacità di utilizzarli in modo trasparente, equo e responsabile.

La differenza tra un modello orientato alla prevenzione e uno percepito come strumento di controllo si gioca proprio sul terreno della governance: chiarezza delle regole, tutela dei diritti e generazione di un beneficio concreto per l'assistito sono condizioni indispensabili per evitare che si consolidino le attuali divisioni nell'opinione pubblica. Oggi, infatti, il Paese appare sostanzialmente diviso: il 52% degli italiani dichiara di essere riluttante a condividere informazioni relative alla propria salute e al proprio benessere in cambio di servizi personalizzati basati sull'AI, mentre il 47% si dichiara già disponibile a farlo.

In un contesto in cui la fiducia rappresenta un asset sempre più strategico, il futuro della sanità integrativa sarà determinato non solo dalla qualità degli algoritmi, ma soprattutto dalla capacità di mettere la persona al centro dell'innovazione, costruendo un equilibrio sostenibile tra tecnologia, tutela dei diritti e solidarietà.

Su queste basi Assidir metterà nella massima sinergia l’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare il servizio al cliente con la tutela delle persone.

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