Indagine sul welfare aziendale

L’Associazione per gli Studi Aziendali e Manageriali dell’Università Cattolica di Milano ha condotto una survey approfondita sul tema del Welfare in azienda intervistando le 231 imprese

In occasione del Premio, ASAM - Associazione per gli Studi Aziendali e Manageriali dell’Università Cattolica di Milano - ha condotto una survey approfondita sul tema del Welfare in azienda, intervistando le 231 imprese che hanno concorso. Per la prima volta la ricerca ha anche affrontato aspetti inediti come le percezioni sul welfare, l’utilizzo di tecnologie dedicate, i percorsi realizzativi effettuati e soprattutto gli obiettivi futuri dichiarati. Quello che emerge è tuttavia l’utilizzo ancora assai modesto di piattaforme tecnologiche, una situazione budgetaria molto precaria, metriche inesistenti, un’ampia gamma di soluzioni organizzative in termini di funzioni e di organici scarni, motivazioni e beneficiari assai differenti, pochi programmi dichiarati e formalmente esistenti, sistemi di comunicazione interna da sviluppare. I risultati generali della ricerca e il modello di gestione del welfare in azienda La situazione italiana delle aziende in tema di welfare aziendale è percepita per il 48% come “ostile” (così così, pessima) e per il restante 52% “amichevole” (discreta, buona e propositiva). Le principali motivazioni che hanno spinto le aziende ad attuare politiche di welfare aziendale sono “aumentare il benessere organizzativo” (per il 23% del campione), “migliorare la relazione tra azienda e dipendenti” (17%) e “fidelizzare i dipendenti” (14%). Altri fattori (sgravi fiscali, riduzione assenteismo, miglioramento della reputazione aziendale, ecc.) sono dispersi tra il 3% e il 7%. I beneficiari delle politiche di welfare aziendale risultano essere in grandissima maggioranza (86%) tutti i dipendenti. Carenti purtroppo sia l’esistenza di un “documento di impegno” sul welfare con un programma dichiarato da parte di chi governa e gestisce questa leva manageriale (redatto solo dal 26% delle imprese rispondenti), sia un piano di comunicazione interna (presente solo per il 42% del campione). Fra gli “oggetti” rilevanti del welfare, e dunque fra le aree agevolate, il 73% del consenso degli intervistati va nei confronti di un “pacchetto” composto da sanità, food, famiglia e assicurativo-bancario. In termini analitici rappresentano le agevolazioni più rilevanti: - sanità: infermeria, dentista, assicurazione sanitaria, assistenza sociale, consultori, convenzionati, estensione alla famiglia; - food: servizi mensa, bar, distributori bevande e snack, ticket; - famiglia: nursery, asili nido, badanti, borse di studio (scuola, università) e rimborso testi scolastici per i figli, permesso di maternità/paternità retribuito, flessibilità dei tempi a sostegno della gestione familiare, congedi parentali, agevolazioni per figli e parenti disabili; - assicurativo/bancario: rimborso su mutui e prestiti, convenzioni con banche e assicurazioni, coperture vita, infortuni, invalidità, long term care. Ancillari (tra il 5% e il 7%) risultano gli altri quattro oggetti: wellness, assistenza amministrativa, mobilità, tempo libero. Fonte: Assinews, 9 dicembre 2015