RC auto: raffronto tra l’Italia e alcuni Paesi della U.E. sui premi e costi

L’analisi dell’IVASS ha riguardato il confronto, per il periodo 2010-2014, tra i premi r.c. auto pagati dagli assicurati in quattro dei principali paesi della U.E. (Italia, Francia, Spagna, Germania).

L’analisi dell’IVASS ha riguardato il confronto, per il periodo 2010-2014, tra i premi r.c. auto pagati dagli assicurati in quattro dei principali paesi della U.E. (Italia, Francia, Spagna, Germania) e la relativa struttura (costo sinistri, spese, margine). I dati sono stati acquisiti con uno specifico questionario1 diretto alle rispettive Autorità di Vigilanza e integrati, ove necessario, con altre informazioni ufficiali disponibili.
La ricerca ha riguardato la sola garanzia obbligatoria della responsabilità civile e pertanto non sono stati inclusi i prezzi del Regno Unito, in quanto non sono disponibili i dati della r.c. auto separati dalle coperture dei rischi accessori (furto, incendio ecc.) 35 . I quattro Paesi considerati costituiscono in ogni caso il 63% e il 61%, rispettivamente, della popolazione dell’Unione e dei veicoli circolanti della U.E nel 2014; i relativi valori medi possono essere ritenuti rappresentativi della media U.E.
La formazione del prezzo della r.c. auto nei mercati considerati è condizionata da importanti elementi strutturali. In primo luogo, la variabilità tra i redditi pro-capite e il costo della vita si riflette nel livello dei risarcimenti. Poi, assume rilievo il differente ruolo giocato dai singoli sistemi nazionali, risarcitori, sanitari e di welfare, in particolare nel trattamento del danno alla persona (danno biologico e patrimoniale).
Infine, va tenuto conto del diverso grado di penetrazione delle assicurazioni contro i danni nei mercati assicurativi; infatti, la presenza di una maggiore raccolta premi nelle assicurazioni non auto consente agli assicuratori di offrire tariffe più basse nel comparto auto utilizzando i maggiori profitti degli altri rami danni. Al riguardo, l’Italia, ultimo dei cinque Paesi (considerando, in questo caso, anche il Regno Unito) come spesa pro-capite per le polizze danni, è invece il primo nella r. c. auto.
Durante il periodo 2010-2014, in Italia è stato corrisposto un premio di tariffa di 209 euro in più (+110%) rispetto alla media UE (400 euro contro 191 euro). Gli assicurati italiani, in dettaglio, hanno sostenuto spese per il costo dei sinistri – premio puro – (305 euro) più elevate del 79% della media (170 euro) e del 93% per commissioni di acquisizione e spese di amministrazione nel loro insieme (77 euro contro 40).
Nel 2014, il differenziale di prezzo trova spiegazione:
– nel maggior costo dei sinistri – premio puro – per 117 euro (71% in più),
– nel costo delle spese (acquisizione e gestione nel complesso), 81 euro contro 37 euro,
– nel margine tecnico per polizza, (al netto dei proventi finanziari) per 22 (14 euro a fronte di un risultato negativo di -8 euro).
In termini relativi:
– il costo dei sinistri (premio puro) incide per il 74,9% in Italia; oltre l’80% in Germania e Francia e per l’87% in Spagna, a fronte di una media U.E. dell’ 85%;
– il costo delle commissioni di acquisizione e spese amministrative incide per il 21,5% in Italia – anche a causa della flessione della raccolta premi – e per il 16,6% in Germania, 21,3% per Spagna e Francia (media U.E. 19,4%);
– il margine tecnico è pari a circa il 4% per le imprese italiane mentre per gli altri paesi europei è ancora negativo in misura variabile (dal -0,3% tedesco al -8,4% per le imprese spagnole).

Fonte: Ivass, 27 giugno 2016