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Impresa sempre responsabile per mancata sicurezza
...il mancato uso delle cinture di sicurezza degli operai, anche se c'è il capocantiere. Lo ha stabilito Corte di cassazione che, con la sentenza n. 46747 del 4 dicembre scorso, ha confermato la responsabilità penale del legale rappresentante di una impresa edile che non si era accertato che gli operai in cantiere indossassero la cintura di sicurezza. Infatti, il vertice aziendale è sollevato da qualunque responsabilità sugli infortuni solo nel caso in cui abbia dato una delega espressa al capocantiere sulla sicurezza degli operai. Inutile il ricorso in Cassazione dell'uomo, già condannato dalla Corte d'appello di Roma. Secondo la difesa la responsabilità penale è personale e non può essere estesa anche al legale rappresentante dell'azienda per omessa vigilanza in cantiere. Ma questa tesi non ha convinto i magistrati della Suprema corte che hanno rafforzato l'orientamento giurisprudenziale che vede quasi sempre responsabile penalmente il datore di lavoro anche se, nel nostro ordinamento, la responsabilità penale è soltanto personale. In proposito, si legge nelle motivazioni, «in ordine al tema della responsabilità dell'evento lesivo il legale rappresentante, i giudici di merito hanno fondato la condanna sulla posizione di garanzia dello stesso assunta con la sua qualità di legale rappresentante della società datrice di lavoro, in mancanza di una delega espressa al capocantiere. In altri termini, dice la quarta sezione penale poche righe più avanti, la presenza del capocantiere «non esclude il ruolo di garanzia del datore di lavoro in mancanza di una delega espressa in tema di sicurezza ed inoltre non esclude l'obbligo di controllo in ordine all'applicazione delle regole previste dal piano di sicurezza, per fronteggiare rischi del lavoro che veniva svolto a settanta metri di altezza». Dunque, è stata resa definitiva dai giudici la condanna per omicidio colposo pronunciata due anni fa dalla Corte d'appello di Roma nei confronti del titolare di un'impresa edile. Un operaio era caduto da settanta metri di altezza mentre lavorava in un cantiere a Ponza ed era morto sul colpo. L'uomo non indossava le cinture di sicurezza. Il capocantiere (giudicato responsabile in primo grado e poi assolto dalla Corte capitolina) non aveva vigilato sull'uso delle cinture. Per questo ora sconterà la pena il datore di lavoro. Anche la procura generale della Suprema corte aveva sollecitato una conferma della condanna. Fonte: Italia Oggi, 5 dicembre 2009
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