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La polizza è in espansione
La crisi non ferma gli investimenti delle società assicurative che, nel 2010, si riverseranno soprattutto nei cosiddetti paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina): lo sostiene una ricerca condotta da Accenture, azienda globale di consulenza direzionale, system integration e servizi alle imprese. Secondo i dati dell'indagine, che ha coinvolto 104 compagnie di tutto il mondo, circa due terzi (62%) delle compagnie assicurative interpellate prevede di espandersi fuori del mercato locale nei prossimi 12 mesi. La ricerca ha coinvolto le principali compagnie assicurative specializzate nel ramo vita e danni, appartenenti a 16 dei più importanti mercati assicurativi del mondo, con lo scopo di comprendere la loro strategia nell'attuale tumultuoso contesto economico e finanziario. La maggioranza (75%) degli intervistati sostiene che l'attuale contesto economico-finanziario offrirà nei prossimi tre anni più opportunità per crescere al di fuori del proprio mercato locale. Secondo il 77% del campione, il driver principale che guiderà l'espansione internazionale sarà «la diffusione del rischio e il bilanciamento dei cicli economici», seguita dalla «gestione dei costi più efficiente» (74%). Nelle economie emergenti è prevista una competizione sempre più crescente. Più di 8 assicuratori su 10 (84%) appartenenti ai paesi industrializzati e 9 assicuratori su 10 (92%) provenienti dalle economie in via di sviluppo ritengono che i mercati emergenti rappresentino una priorità per espandersi al di fuori del mercato locale. Tra i Paesi Bric la Cina è stata citata più frequentemente, seguita da Brasile, India e infine Russia. Gli operatori cercheranno una migliore integrazione globale per gestire le operazioni a livello internazionale. Più di 4 assicuratori su 5 hanno dichiarato che, per rendere maggiormente efficace la loro espansione verso il mercato estero, si stanno già impegnando nel potenziamento dello loro strutture di back-office (82% degli intervistati) e stanno implementando cambiamenti alle infrastrutture e ai servizi di information technology (81% degli intervistati). Fonte: Italia Oggi, 8 luglio 2009
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