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Crescono le polizze tradizionali

Lavoro diretto italiano in flessione del 7% rispetto all'esercizio precedente, ramo vita in caduta libera per il secondo anno consecutivo, soprattutto a causa dei prodotti con caratteristiche più marcatamente finanziarie che riversano il rischio di investimento sugli assicurati, comparto danni sostanzialmente stabile, settore auto in calo del 3%, con sinistri invariati e margini di utile annullati dal ridimensionamento del contributo proveniente dalla gestione finanziaria.
Il presidente Giannini riconduce i dati dell'auto agli interventi normativi che hanno determinato una maggiore mobilità e consapevolezza dei consumatori, implementando la concorrenzialità del settore. “Occorre trovare un punto di equilibrio” chiarisce Giannini “L'Autorità deve salvaguardare la stabilità del mercato, primo presidio a tutela degli assicurati, ma ciò non può avvenire a spese di questi ultimi. La risposta non può consistere nell'aumento delle tariffe. Occorre ridurre i costi del sistema: le condizioni ci sono, ognuno deve fare la propria parte”. Il riferimento, oltre ad una intensificazione del contrasto alle frodi, è alla necessità che le imprese si impegnino “ad aumentare l'efficienza ed ottenere la riduzione dei costi che rappresentano il fabbisogno tariffario”, anzitutto potenziando e ristrutturando le reti liquidative.
Questo in estrema sintesi il quadro della raccolta assicurativa tracciato dall'Isvap nella relazione sull'attività svolta nel 2008.
In particolare, il ramo vita con 54,5 milioni (-11,2% rispetto al 2007, anno nel quale era già diminuito dell'11,4%) rappresenta attualmente il 59,3% del totale premi, i rami danni con 37,5 milioni costituiscono il 40,7% dei premi lordi, mentre l'auto costituisce il 55,6% del portafoglio danni, con una riduzione di ca. 2 punti rispetto all'anno precedente.
Gli agenti si confermano la struttura portante della raccolta danni con una quota di mercato dell'86,4%, cui seguono i broker con il 7,4%, la vendita diretta con il 3,8% e il canale bancario con il 2,3%.
Nel vita, ramo da anni appannaggio degli sportelli bancari e postali che scendono però al 53,7% del mercato, gli agenti si confermano il secondo canale distributivo con una quota del 34,3% (+ 3,3% rispetto al 2007), i promotori raggiungono il 10,1%, mentre la vendita diretta e i broker si dividono il residuo 1,9%.
L'Isvap ha sottolineato la positività dell'incremento nei prodotti vita tradizionali (+16%), poiché “La finanza deve essere uno strumento dell'assicurazione e non il fine: le compagnie devono offrire agli assicurati ciò che essi si aspettano, la copertura dei rischi che incombono su di loro, sulle loro famiglie e sulle loro imprese”.
Si noti infine che il mercato assicurativo italiano rimane fortemente concentrato nei portafogli di pochi gruppi assicurativi: nei rami danni la quota dei premi raccolti dai primi 5 gruppi è stata del 70%, quella dei primi 10 addirittura dell'87%; nel settore vita la quota detenuta dai primi 5 gruppi è salita al 56,4%, quella dei primi 10 al 76%. Non stupisca quindi, perdurando le attuali condizioni, che la concorrenza stenti a produrre gli effetti benefici auspicati dai consumatori le cui risorse economiche sono pesantemente erose dagli effetti della crisi internazionale.

Fonte: Italia Oggi, 18 giugno 2009