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Assicurazioni in più canali

Lo affermano i risultati del World insurance report 2009, pubblicato da Capgemini e dall'European financial management and marketing association, che ha analizzato i comportamenti nei confronti della multi-distribuzione di 2.500 distributori (150 in Italia) di prodotti assicurativi dei rami «vita» e «danni» in tutto il mondo, l'influenza che le imprese possono avere su questi atteggiamenti e i passi necessari per raggiungere un modello evoluto di multi-distribuzione.
Importante per le compagnie è aumentare, tramite questo modello distributivo, la propria quota di prodotti per cliente che attualmente è di 1-1,5 rispetto alle 5,2 detenute in media da ogni assicurato nei mercati maturi. Diversamente, a una compagnia non rimarrebbe che scegliere la strada della specializzazione di nicchia quali le polizze salute, casa e anziani. Lo afferma Raffaele Guerra, responsabile Practice insurance di Capgemini Italia, secondo il quale «solo la multi-distribuzione e la collaborazione tra distributori consente alle compagnie di aumentare la raccolta premi, attualmente in sensibile calo nel ramo vita, e migliorare la produttività delle vendite».
Insomma in futuro vincerà chi saprà fare uso di più network (agenti, broker, banche, grande distribuzione, concessionari d'auto, ecc) che a loro volta usano più canali. Dalla velocità di evoluzione verso questo modello dipenderà lo sviluppo del nostro mercato che è il quarto in Europa per dimensioni e vale, solo nel ramo danni, oltre il 10% del totale pari a 18,8 miliardi di euro. In Italia sono presenti circa 240 compagnie e per quanto riguarda la multi distribuzione devono fare i conti con un atteggiamento dei distributori che è rovesciato rispetto a quello mondiale. Mentre i dati globali della ricerca di Capgemini indicano che il 27% del campione si dice «molto entusiasta», in Italia questa percentuale cala drasticamente al 9% e aumenta a quota 23% quella dei «molto resistenti» all'innovazione.

Fonte: Italia Oggi, 20 marzo 2009