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Banche, assicurazioni e mercati primo sì all’Authority europea

All'uscita (forse) dal pozzo della crisi, l'Unione Europea delinea le misure che considera necessarie per non ricaderci più, cioè per garantire una migliore sorveglianza finanziaria microprudenziale. E la prima misura è l'accordo raggiunto ieri dall'Ecofin, il consiglio dei ministri finanziari Ue, sull'istituzione di un «guardiano a tre teste» per i settori più delicati: l'Esfs, o Autorità europea per le banche, le assicurazioni, e i mercati e le attività finanziarie. Entrerà in vigore alla fine del 2010, dopo la ratifica da parte dell' Europarlamento, e avrà probabilmente sede a Francoforte. Al suo fianco, ma su un li vello di supervisione macro prudenziale, sarà schierato un altro organismo, il Board o Consiglio europeo sul rischio sistemico (Esrc), collegato alla Bce, la Banca centra le europea. Nel Board, ogni Paese avrà diritto a un voto, e si deciderà con la regola della maggioranza semplice. Per le decisioni con possibili conseguenze in materia di fisco, resterà però valida la sovranità nazionale: e se un Pese si riterrà danneggiato potrà ricorrere a vari gradi di opposizione o a una «clausola di salvaguardia», chiedendo il riesame del provvedimento.
Non è stato un accordo facile, ma un laborioso compromesso, come ha detto soddisfatta il ministro francese dell'Economia Christine Lagarde, e come ha lasciato capire anche il direttore generale del Tesoro italiano, Vittorio Grilli.
Più di tutti, forse, ha dovuto cedere la Gran Bretagna, sempre ostile a un ruolo troppo marcato della Bce e timorosa per l'indipendenza della propria City. Ma il meccanismo della «clausola di salvaguardia », alla fine, deve aver rassicurato anche gli inglesi: «L'accordo tutela gli interessi di Londra ed è buono per l'Ue», ha detto Alistair Darling, il ministro britannico delle finanze. Che poco prima aveva precisato: Londra è l'unico mercato che compete con Wall Street, e «le decisioni prese dalle autorità di supervisione non dovranno avere effetti sui bilanci nazionali».
Intanto, però, i nuovi «guardiani» sono stati tenuti a battesimo. L'Ecofin si è anche occupato dei deficit di bi lancio, fissando i limiti di tempo per il rientro sotto il 3% del Pil: per l'Italia, come previsto, l'anno limite sarà il 2012. E'stato infine adottato un documento sulla fine del le misure straordinarie anti-crisi, cioè sulla «exit strategy»: il primo passo dovrebbe essere l'abolizione delle garanzie accordate dai governi alle emissioni bancarie.
Fonte: Corriere della Sera.it, 3 dicembre 2009